Poiché nessun quotidiano pubblica il testo del decreto con cui il Tribunale di Roma ha negato la convalida della detenzione coatta dei 12 migranti deportati in Albania, provvediamo noi di Effimera e presto seguirà un commento. Non è una sentenza, come scrivono, molti giuristi occasionali e cortigiani. È un decreto contro cui Piantedosi, che ha perso, può solo ricorrere per Cassazione, entro 60 giorni. Intanto, i 12 vanno liberati e i tempi del giudizio in Cassazione non sono brevissimi. La motivazione del decreto è molto chiara, gli altri 11 decreti sono pressoché identici.
Il decreto, molto lapidariamente, “non convalida” il trasferimento dei migranti nel centro di detenzione di Gjader, messo in piedi in base agli accordi stipulati tra Italia e Albania.
La giudice, Luciana Sangiovanni, scrive: “il diniego della convalida dei trattenimenti nelle strutture ed aree albanesi, equiparate alle zone di frontiera o di transito italiane, è dovuto all’impossibilità di riconoscere come ‘Paesi sicuri’ gli Stati di provenienza delle persone trattenute, con la conseguenza dell’inapplicabilità della procedura di frontiera e, come previsto dal Protocollo, del trasferimento al di fuori del territorio albanese delle persone migranti, che hanno quindi diritto ad essere condotte in Italia”.
Ricordiamo brevemente che il provvedimento di trasferimento era stato disposto per sedici migranti (dieci provenienti dal Bangladesh e sei dall’Egitto), trasportati in Albania nel Cpr albanese da una nave della Marina militare italiana. La traversata è costata circa 18 mila euro a migrante. I costi totali dell’operazione per lo Stato italiano si avvicinano al miliardo in 5 anni.
Ecco integralmente il decreto qui: DECRETO Tribunale di Roma_18 ottobre 2024
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