All’incrocio tra C.so Venezia e Via Senato c’era una folla composta da migliaia di manifestanti eterogeni, diversi, ma accomunati dal voler cacciare dal corteo quel plotone, militarmente protetto, che agitava i vessilli del dominio senza limiti.

C’era una consapevolezza che attraversava tutto il corteo milanese del 25 aprile: il genocidio dei palestinesi con la complicità del cosiddetto Occidente ha aperto la strada nel mondo al dominio senza limiti, dove diventa normale uccidere decine di migliaia di bambini, donne, uomini, bombardare ospedali, scuole, infrastrutture, sparare sulle ambulanze uccidendo i soccorritori, assassinare giornalisti per oscurare la verità, radere al suolo ogni edificio, come a Gaza.

Ciò che ne è seguito è figlio di quella stessa logica, per cui diventa lecito rapire un capo di Stato per rubare le risorse di quel paese, bombardare il Libano, la Siria, l’Iran ed arrivare tranquillamente a dire di poter annientare un’intera civiltà in una notte!

La guerra illimitata è il volto che il dominio ha assunto, scatenando una continua rincorsa a smantellare quel poco di welfare rimasto e ingrassare gli spacciatori di armi pesanti (una moderna versione del riempire gli arsenali e svuotare i granai) e l’autoritarismo con l’adozione di leggi liberticide, come i nostrani decreti sicurezza, è il volto interno che sta trasformando la gestione del potere in autocrazie funzionali all’arricchimento di pochi e al progressivo impoverimento di tutti gli altri e le altre, reprimendo ogni forma di dissenso e di conflitto.

La cacciata della brigata sionista e di tutti i loro vessilli guerrafondai e genocidari dal corteo del 25 aprile è stata un atto di rivolta della moltitudine contro il dominio senza limiti e i loro lugubri e provocatori rappresentanti.

Quanto accaduto è la prosecuzione dell’autunno dei blocchi, del siamo tutt3 palestinesi!

Non stupisce, pertanto, che gli sciocchi e i mistificatori, di destra e di sinistra e i loro mass media, si affrettino a difendere questi lugubri personaggi giustamente cacciati dal corteo, cercando di dipingere la lotta contro il dominio senza limiti come antisemitismo.

Milano – al contrario di ciò che pensano i condannatori seriali del campo largo, mentre espelleva dal corteo i lugubri provocatori rappresentati da personaggi come il sig . Mizrahi (quello del “definisci bambino” per intendersi)  a braccetto con il sig. Fiano – approvava e applaudiva chi sfilava dietro gli striscioni “Cessate il fuoco voci ebraiche per la pace” ed “Ebree ed ebrei contro il fascismo in ogni luogo” e proprio coloro che contestavano la brigata sionista si sono prodigati per far passare chi portava i cartelli per ricordare i deportati negli orrendi campi di concentramento nazisti, bloccati da polizia e sionisti dietro il misero spezzone dei fan del dominio illimitato.

La distanza tra gli esponenti del cosiddetto campo largo e la moltitudine, le sue istanze, le sue lotte è abissale, ma d’altronde cosa ci si può aspettare da chi conferma un gemellaggio tra una Milano che in mille occasioni ha dimostrato di stare ostinatamente dalla parte dei palestinesi e la capitale dello Stato di Israele che prosegue nel genocidio dei palestinesi?

I tratti del gemellaggio poi si leggono nelle similitudini:  Israele sta operando una sostituzione etnica, sterminando i palestinesi per sostituirli con i coloni sionisti, Sala sta operando una sostituzione sociale su base economica con politiche urbanistiche e affaristiche che sostituiscono ai poveri ed al ceto medio i ricchi.

A costoro, la moltitudine sabato 25 aprile ha mandato un messaggio chiaro: siamo stanchi dei vostri affari, dei vostri equilibri di potere, dei vostri stupidi appelli e soprattutto delle logiche di guerra e genocidarie.

Cosa mai si inventeranno il prossimo 25 aprile  per imporre al corteo  la presenza della brigata sionista con i loro vessilli di morte e dominio?

L’ingresso nel corteo con i carri armati, come è loro abitudine fare?