Grazie, Buranello, per questa acuta satira sul caso Carini-Khelif montato a Parigi durante le Olimpiadi per volere dell’attuale Governo italiano dell’ordine, del merito e della verità. Ci sembra il miglior modo di rispondere alle dichiarazioni imbarazzanti, paternaliste, razziste, omofobe e sessiste che sono state spese dalle istituzioni di questo paese. Per primo, il presidente del Senato, Ignazio La Russa: “Il pianto inconsolabile di Angela mi colpisce, ma il suo ritiro le fa onore”. Poi, Matteo Salvini (ministro che Trasporti e delle Infrastrutture che, sia detto per inciso, ha acutamente dato il via libera ai lavori sull’Alta velocità nelle due settimane centrali di agosto): “Brava, Angela, hai fatto bene. Vergogna a quei burocrati che hanno permesso un match che non era ad armi pari”. Infine lei (lui), il presidente del Consiglio, G.M.: “Da anni tento di spiegare che alcune tesi portate all’estremo rischiano di impattare sui diritti delle donne. Non perché si voglia discriminare qualcuno ma tutelare il diritto delle atlete di combattere ad armi pari. Ringrazio Angela Carini per come si è battuta”. Quali siano queste “armi pari”, quale sia il posto delle donne, lo decide lei (lui?).

Nel frattempo, ha rilanciato la fake news sulla sessualità della pugile algerina anche l’ottimo Donald Trump, che di rispetto per le donne se ne intende e ne ha approfittato per insultare Kamala Harris definendola “un’attivista trans radicale che vuole permettere che gli uomini picchino le donne in nome della tolleranza”.

Per te, regina Imane.

 

Per Imane, regina dei lerfoni

Il premier della plebaglia
quando parla solo raglia.
L’argomento già all’inizio
affrontò con tale vizio;
cominciò, parlando in gonna
rinnegando d’esser donna:
“sono primo e son ministro
anche il sesso io amministro”.
Il governo ora, accoruomo!
dice se sei donna o uomo.
Quanto dura sta paranza?
Cambiar deveria la danza.
Voglio Imane per suonare
st’arroganza impopolare,
non le servono i meloni
per riempirli di lerfoni[1].

Buranello

 

[1] In genovese “schiaffo sulla bocca”, sberlone