Effimera pubblica due contributi, scritti a più mani, che raccontano dal vivo alcuni dei più importanti momenti di lotta e di resistenza ai rastrellamenti e alle deportazioni dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) del governo Usa, in atto in questi giorni. L’ICE è un’agenzia federale statunitense diretta da Todd Lyons, nominato da Trump il 9 marzo 2025 con l’obiettivo di rintracciare i migranti sospettati di non essere in regola per poi deportarli oltre confine Usa, in Messico, nei paesi dell’America Centrale sino alla famigerata prigione di Guantánamo. Una pratica, dal sapore nazista, che inizia a incontrare, a partire da Los Angeles, la risposta delle Associazioni migranti, della società civile e di alcuni sindacati, mettendo a nudo il vero volto autoritario e la deriva dittatoriale del trumpismo. L’opposizione e la resistenza di Los Angeles, raccontati nel primo articolo, hanno fatto da detonatore per nuove proteste in altre città, tra cui Austin, capitale del Texas, come raccontato dal secondo articolo.
Ringraziamo sentitamente il sito https://it.crimethinc.com/ per il lavoro d’inchiesta svolto, con nuovi aggiornamenti quasi quotidiani da diverse città degli Stati Uniti. Ci sembra più che mai necessario prestare attenzione ai sempre più forti venti di guerra e alle tendenze tiranniche in atto, pericolosi colpi di coda dell’Occidente. Perciò, le rivolte in atto negli Usa, le manifestazioni contro Trump (NO KINGS) a New York e in California, le voci e le piazze contro i rischi di un’implosione dell’escalation militare in Medio Oriente (senza dimenticare le altre guerre) vanno ascoltate e raccontate perché alimentano l’immaginazione e la speranza
* * * * *
Los Angeles resiste all’ICE: un resoconto in prima persona sugli scontri del 6 giugno 2025
Il 3 giugno, una folla ha cacciato gli agenti federali da Minneapolis in seguito a un raid in una taqueria. Il 4 giugno, la gente ha fronteggiato gli agenti della US Immigration and Customs Enforcement mentre questi effettuavano delle retate a Chicago e Grand Rapids. Venerdì 6 giugno, la popolazione di Los Angeles ha reagito a una retata dell’ICE, scatenando una giornata intera di scontri che continuano ancora oggi. Nel seguente resoconto scritto da testimoni diretti, i partecipanti descrivono come la gente si sia mobilitata per impedire agli agenti federali di rapire persone della loro comunità.
Lo “zar della frontiera” di Donald Trump, Tom Homan, ha annunciato che in risposta invierà la Guardia Nazionale a Los Angeles. Se la situazione dovesse aggravarsi anche in altre parti del Paese, è ipotizzabile che potremmo assistere a un movimento che riprenda da dove si era interrotto con la rivolta per George Floyd. Probabilmente, coinvolgendo il presidente della sezione californiana del Service Employees International Union negli attacchi contro la popolazione di Los Angeles, l’ICE e le varie agenzie federali che sono state riassegnate per sostenerlo rischiano di farsi altri nemici proprio mentre questo scontro sta prendendo piede.
Sebbene l’amministrazione Trump abbia iniziato attaccando gli immigrati, sia regolari che irregolari, questo è solo il primo passo del suo tentativo di instaurare un’autocrazia. Gli immigrati sono presi di mira perché considerati il bersaglio più vulnerabile, ma il suo obiettivo generale è quello di abituarci tutti alla passività di fronte alla brutale violenza dello Stato, spezzando i legami fondamentali di solidarietà che dovrebbero unire tutti gli esseri umani.
Deve essere chiaro a tutti, anche ai centristi più timidi, che l’esito del conflitto che si sta intensificando determinerà le prospettive di ogni altro obiettivo che Trump ha messo nel mirino, dall’Università di Harvard a coloro che desiderano semplicemente potersi permettere la spesa.
Per inciso, se è possibile che vi troviate in un ambiente in cui vengono impiegate armi chimiche, è possibile spegnere i lacrimogeni: leggete questa breve guida. Puoi trovare molte informazioni simili su come stare al sicuro durante le manifestazioni qui. Per scoprire altre cose che puoi fare per fermare l’ICE, inizia qui.
Prima azione, mezzogiorno di fuoco
Sui social media si è diffusa la notizia che l’ICE stava facendo delle retate in diversi punti del centro di Los Angeles, Highland Park e MacArthur Park. Gli agenti avevano iniziato a fare irruzione in un edificio nel quartiere dei fiori quando una folla spontanea li ha intrappolati all’interno. La gente ha bloccato ogni lato dell’edificio, ogni singolo ingresso, in modo che non potessero uscire. Avevano già arrestato molte persone le forze dell’ordine non si aspettavano che una folla di 50-100 abitanti di Los Angeles li avrebbe intrappolati.
A quanto pare, pensavano di poter effettuare un rastrellamento nel centro di Los Angeles senza alcuna reazione da parte della comunità. Si sbagliavano. Dei sei o più luoghi in cui hanno fatto irruzione, questo era quello con la più alta densità di popolazione. Si trovava a pochi isolati da Skid Row e a pochi passi dal Piñata District.
Una grande folla ha bloccato l’ingresso principale, impedendo all’ICE di lasciare l’edificio. Colti di sorpresa, gli agenti dell’ICE cercavano di capire come evacuarlo. I familiari dei detenuti piangevano davanti a porte e cancelli, chiedendosi cosa sarebbe successo ai loro cari.
Il governo federale aveva dichiarato guerra a Los Angeles.
L’ICE ha richiesto un camion blindato con tre dozzine di poliziotti federali antisommossa e una flotta di furgoni al seguito. L’ingresso da cui volevano entrare era quello bloccato da un camion con altoparlanti della SEIU e hanno iniziato a minacciare di rimuoverlo. La SEIU ha obbedito e ha spostato il camion, arrivando persino a usare il proprio impianto audio per gridare alla folla: “Salite sul marciapiede!”. Metà delle persone li ha ascoltati, metà no. Ma la folla era abbastanza piccola perché questo facesse una notevole differenza. Di conseguenza, il camion blindato e i furgoni sono riusciti ad arrivare al cancello.
Gli agenti federali in tenuta antisommossa hanno iniziato a spingere tutti fuori. Il piccolo gruppo che si era rifiutato di andarsene ha continuato a resistere, torcendo i loro piccoli scudi antisommossa e deridendoli. Gli agenti erano visibilmente sconvolti dalla resilienza di questo gruppo che in un modo o nell’altro si era riunito in quindici minuti. In un tentativo disperato, gli agenti dell’FBI hanno iniziato a lanciare lacrimogeni sulla folla. Tutti urlavano contro i mercenari fascisti mentre cercavano di respingere la linea. In mezzo alla confusione, gli agenti riuscirono a liberare un passaggio per far entrare i furgoni attraverso il cancello.
I federali hanno messo i lavoratori detenuti nel furgone e hanno iniziato ad allontanarsi. La folla ha cercato di fermarli, ma l’FBI ha intensificato l’azione, afferrando i manifestanti e sparando proiettili al pepe e di gomma contro tutti. Uno dei furgoni ha accelerato e ha investito il presidente della sezione californiana del Service Employees International Union, ferendolo. È stato poi arrestato.
La folla è diventata più turbolenta, accendendo fuochi d’artificio e lanciando detriti, bottiglie d’acqua e cavoli contro i mercenari. L’FBI ha risposto con una raffica di granate stordenti, proiettili di gomma e altri al pepe.
Mentre la battaglia continuava, qualcuno ha seguito i furgoni dell’ICE fino all’aeroporto di Burbank, dove gli agenti avevano secondo quanto riferito affermato di stare trasportando una “squadra di hockey”. Da allora, alcune persone hanno cercato di rintracciare il volo e scoprire dove fosse diretto.
Gli altri detenuti sono stati portati all’MDC (Metro Detention Center), il che ha scatenato un’azione che è stata indetta un paio d’ore dopo.
L’MDC è il luogo in cui sono ancora detenuti centinaia di persone arrestate durante i raid. È stato anche il luogo in cui si è svolto nel 2017 il campo “Abolish ICE”, durato 60 giorni.
Seconda azione, ore 16:00
La gente ha iniziato ad affollarsi davanti al Metropolitan Detention Center. Si è tenuta una conferenza stampa con la partecipazione di Union Del Barrio, SEIU e Coalition for Humane Immigrant Rights of Los Angeles. La gestione pacifica dell’ordine ha causato scontri tra gli attivisti retribuiti e la folla. Gli attivisti alla fine se ne sono andati e la foule è rimasta, imbrattando tutto, rompendo finestre, distruggendo oggetti e diventando ingovernabile. Qualcuno ha portato una mazza e ha rotto i pali di cemento affinché la gente potesse usare i detriti e scagliarli contro la polizia. Qualcuno ha usato una sedia girevole come barricata; un’altra persona si è presentata vestita da dinosauro.
I federali erano in difficoltà e lanciavano tutto ciò che potevano. La gente è stata colpita più volte con gas lacrimogeni, ma ne ha neutralizzato l’effetto mettendo ghiaccio e acqua sugli involucri e usando coni stradali, come hanno fatto in Cile. Alcuni hanno anche lanciatoi i lacrimogeni stessi contro gli agenti del Dipartimento della Sicurezza Nazionale che li avevano usati. La gente era estremamente vivace e coraggiosa. Alcuni influencer di destra hanno cercato di entrare nell’area, ma sono stati individuati e prontamente allontanati.
Il DHS (Department of Homeland Security cioè il Dipartimento delle sicurezza interna NdT) non riusciva a controllare la situazione. I federali erano sopraffatti e hanno implorato il Dipartimento di Polizia di Los Angeles di venire in loro soccorso. Nonostante il sindaco di Los Angeles Karen Bass si fosse detta “sconvolta” dalla presenza dell’ICE a Los Angeles, la polizia è comunque intervenuta in gran numero. Un elicottero che volava a bassa quota avvertiva le persone che sarebbero state arrestate e ordinava loro di disperdersi, mentre il LAPD allontanava le persone dall’edificio nelle quattro o cinque ore successive. Tutti se ne sono andati ricoperti di polvere di pallini al pepe e gas lacrimogeni.
Terza azione, ore 22:00
È circolata la notizia che l’ICE era stata avvistata mentre si preparava a un raid a Chinatown. (In seguito, si è scoperto che stavano pianificando di occupare quel parcheggio per una conferenza stampa di Thomas Homan, lo “zar delle frontiere” di Trump, alle 7 del mattino seguente, conferenza stampa che apparentemente è stata cancellata).
Centinaia di persone hanno iniziato ad affluire, puntando torce elettriche negli occhi degli agenti federali e urlando slogan e insulti alla linea antisommossa.
Anche se le persone avevano partecipato alle azioni per tutto il giorno, l’energia era alta e attirava passanti e tifosi dei Dodgers a cui si sono uniti. La folla ha occupato la strada e ha bloccato nuovamente gli ingressi quando la situazione ha iniziato a diventare turbolenta. Questa volta, la polizia di Los Angeles non era presente, quindi gli agenti federali si sono preparati a cercare di allontanare le persone da soli.
I partecipanti alla folla hanno imbrattato il veicolo blindato dell’ICE e hanno iniziato a saltarci sopra mentre un LRAD (Low Range Acoustic Device ossia un’arma sonica non letale che emette un suono incredibilmente forte in grado di storide e/o di danneggiare l’apparato ac stico NdT) suonava a tutto volume. Qualcuno ha scritto “FUCK ICE” e ha verniciato con spray le telecamere di un’auto a guida autonoma Waymo. Non erano presenti organizzazioni, tranne un forte contingente dell’Unione degli inquilini di Los Angeles, che ha partecipato a tutte le azioni nel corso della giornata.
Gli agenti federali hanno deciso che il parcheggio era troppo difficile da difendere e hanno iniziato a ritirarsi. La folla ha colto l’occasione per bloccarli, lanciando fuochi d’artificio, pietre, bottiglie e, in qualche modo, piatti di ceramica. L’FBI ha risposto lanciando alcune granate flash-bang e bombole di gas lacrimogeno, ma il morale di chi li affrontava è rimasto alto.
La gente ha iniziato a rompere i finestrini delle auto dei federali. A quel punto, l’ICE ha deciso di andarsene e in strada è iniziata una festa. Altri fuochi d’artificio sono stati accesi in un’atmosfera festosa. La gente ha festeggiato per un po’ prima di tornare a casa, rincuorata da una piccola vittoria dopo una giornata orribile e disumanizzante nei cosiddetti Stati Uniti.
* * * * *
Sii come l’acqua, sciogli l’ICE: resoconto di una caldissima protesta estiva ad Austin, in Texas – 11 giugno 2025
L’ondata di resistenza alle retate federali scoppiata a Minneapolis e diffusasi a Los Angeles sta generando una serie di rivolte in tutto il Paese. 1 Mentre Donald Trump concentra la Guardia Nazionale e i Marines a Los Angeles nel tentativo di terrorizzare coloro che coraggiosamente difendono le loro comunità, la migliore forma di solidarietà è quella di allargare il fronte di battaglia, mettendo a dura prova i mercenari che lo servono. Nel seguente resoconto, i partecipanti a una manifestazione tenutasi ad Austin, in Texas, il 9 giugno descrivono come sono sfuggiti al controllo degli organizzatori che cercavano di limitare il potenziale della protesta, per poi eludere la polizia per due ore, aumentando la pressione su coloro che cercano di sottometterci.
Sciogli l’ICE, sii acqua
Nella serata di lunedì 9 giugno, oltre 600 manifestanti si sono riuniti davanti al Campidoglio del Texas per una marcia indetta dal Partito per il Socialismo e la Liberazione (PSL). Un’organizzazione rivoluzionaria ha indetto una manifestazione parallela con inizio un’ora e mezza dopo davanti all’edificio federale JJ Pickle, una struttura dell’Ufficio Immigrazione e Dogana degli Stati Uniti (ICE) a quattro isolati dal Campidoglio.
Il corteo del PSL ha iniziato a marciare, scortato da una pattuglia di motociclette della polizia, e ha raggiunto la struttura dell’ICE alle 19:45. Il gruppo era energico e arrabbiato. Una folla enorme ha intonato cori fuori dall’edificio. I percussionisti hanno battuto il ritmo al suono delle finestre che venivano rotte. Alcuni hanno trascinato gli scooter in strada, altri hanno dipinto slogan a favore dell’immigrazione e contro l’ICE o hanno lanciato palloncini riempiti di vernice. Nel frattempo, gli organizzatori del PSL, vestiti con magliette rosse, esortavano la folla a continuare a muoversi. Decine di persone hanno opposto resistenza, scandendo “L’ ICE è proprio qui!”. Tuttavia, alle 20:00, gli organizzatori del PSL avevano mobilitato la maggior parte della folla verso il Campidoglio, convincendo con successo alcuni partecipanti a dire agli altri che spostarsi avrebbe garantito la sicurezza del gruppo. Un gruppo di circa 100 persone è rimasto indietro e ha continuato a manifestare il proprio dissenso con arte e musica. La marcia si è effettivamente divisa tra coloro che agivano di propria iniziativa e coloro che si sottomettevano all’autorità del PSL.
La marcia circonda il JJ Pickle Federal Building nel centro di Austin, che l’ICE utilizza come base operativa e centro di detenzione temporanea.
Il PSL ha ricondotto il gruppo più numeroso verso il Campidoglio, fino a un incrocio dove c’erano solo alte recinzioni, poliziotti a cavallo e strade bloccate dalla polizia. Gli organizzatori del PSL hanno preso il microfono per sciogliere formalmente la marcia. Hanno ringraziato tutti per essere venuti e li hanno incoraggiati a tornare a casa e riposarsi per poter ricominciare più tardi. La folla è diventata incerta, tornando in gran parte sul marciapiede davanti al Campidoglio recintato e cedendo quasi completamente la strada alla polizia, tranne alcuni irriducibili che sono rimasti all’incrocio, ballando con gli striscioni. I poliziotti hanno fatto suonare le sirene su entrambi i lati e hanno ordinato loro di salire sul marciapiede, ma i ballerini sono rimasti, intonando cori di “Chinga la migra! Chinga la migra!”
Nel frattempo, presso la struttura dell’ICE di Pickle, la polizia ha lanciato gas lacrimogeni contro i festaioli rimasti e ha placcato alcuni di loro a terra, allontanando la folla dall’edificio.
Ignari di ciò, i manifestanti davanti al Campidoglio hanno continuato a ballare, soprattutto quando il semaforo pedonale era verde, spingendo parte della folla ad attraversare la strada. La folla si è rimobilitata a ondate. La prima ondata ha preso una strada secondaria per tornare al Pickle, dove si è scontrata con il gruppo più piccolo che era appena stato colpito dai gas lacrimogeni. Insieme, hanno creato una barriera di scooter dall’altra parte della strada dietro di loro e hanno iniziato a scontrarsi con la polizia che avevano davanti.
I manifestanti si schierano dietro una fila di scooter elettrici trascinati in strada per difendersi dalle cariche della polizia.
Tornati al Campidoglio, un coro di “Di chi sono queste strade? Sono nostre!” ha riportato le centinaia di persone ancora sul marciapiede all’incrocio e le ha fatte tornare a sud sulla Congress Avenue.
Quasi immediatamente, due poliziotti in motocicletta hanno fronteggiato la folla. La gente ha esitato, ma ha continuato ad avanzare. I poliziotti in motocicletta hanno cercato di scoraggiarli suonando le sirene e avanzando. Una moto si è lanciata a tutta velocità contro la folla, costringendo i manifestanti a scappare di lato. La sua aggressività ha avuto conseguenze immediate: la folla ha circondato il suo veicolo, lo ha costretto a scendere e lo ha buttato a terra. Nel frattempo, è arrivata la notizia che il piccolo gruppo presso l’edificio Pickle era stato disperso con i gas lacrimogeni e che erano stati effettuati alcuni arresti. Anche se questo ha causato una momentanea esitazione, quando la folla ha girato l’angolo dell’8ª strada e si è imbattuta nella barriera di scooter Lime, la gente ha iniziato a esultare.
Un agente della polizia di Stato spruzza spray al peperoncino contro un manifestante dopo lo scontro causato dagli agenti che hanno investito la folla con le loro motociclette.
Di fronte a una linea di poliziotti che bloccava l’accesso all’edificio, la gente, che si era nuovamente radunata, ha fatto marcia indietro. Quando ha raggiunto nuovamente Congress Avenue dirigendosi verso ovest, ha trovato una linea di auto della polizia di fronte e una linea di poliziotti in bicicletta sulla sinistra. Immediatamente, la folla ha trovato un varco nella linea di biciclette sul marciapiede e lo ha attraversato, incarnando il motto della rivolta di Hong Kong del 2019, “Sii come l’acqua”, anche se molti erano troppo giovani per aver sentito questo slogan durante la rivolta di George Floyd del 2020.
La folla capì subito che quella tattica era stata vincente. All’improvviso, non si vedevano più luci lampeggianti. Erano riusciti a sfondare il cordone della polizia. Nelle ore successive, poterono muoversi liberamente per il centro di Austin.
“Chinga la migra!” risuonava per le strade del centro. Le azioni tumultuose e giocose si intensificarono, ognuna alimentava la successiva. Tutto ciò che non era inchiodato al suolo fu spostato in strada: bidoni arancioni, coni, scooter, cartelli pubblicitari. Le Muse cantavano ai graffitari di banche e delle società di venture capital. Alcuni negozi del centro persero le vetrine, alcune Lexus parcheggiate persero il loro successo.
La folla ha proseguito verso sud lungo Congress, raggiungendo il ponte e iniziando ad attraversarlo. A questo punto, la testa del corteo era molto più avanti degli altri. La gente era incerta se attraversare il ponte per uscire dal centro; alcuni hanno iniziato a spostarsi sul marciapiede. C’è stato un momento di esitazione prima che la folla tornasse indietro, dirigendosi verso obiettivi familiari come il municipio, il Campidoglio e il centro in generale.
Poi si è diretta a ovest sulla MLK lungo il fiume. Si è fermata al municipio, dove ha appeso la bandiera messicana sul balcone. Successivamente ha percorso dieci lunghi isolati del Texas in direzione nord, tornando al Campidoglio. Fortunatamente, lì ha incontrato i resti del gruppo che era rimasto inizialmente all’edificio JJ Pickle fino a quando non è stato disperso con i lacrimogeni. Si sentivano cori che gridavano “LA, fai da guida!”.
La folla è finalmente tornata all’edificio Pickle, rinforzata da altre due o trecento persone. Sono state rotte altre finestre.Sono arrivati alcuni camion e gli autisti hanno accelerato a tutto gas mentre suonavano musica elettrizzante. La gente ha svuotato l’acqua dalle barricate dei cantieri, allagando la strada. Tutti erano entusiasti. C’era chiasso, balli e allegria.
I manifestanti ribaltano le barricate dei cantieri, svuotandole e riempiendo la strada d’acqua.
La folla ha continuato a scendere verso la 6th Street, la via principale della vita notturna. Uno scooter ha distrutto l’insegna al neon personalizzata del The Mothership, il bar comico di Joe Rogan. Anche se il locale sembrava chiuso con le saracinesche abbassate, in seguito si è saputo da Reddit che all’interno era in corso uno spettacolo. A questo punto, la folla ha faticato a decidere il percorso da seguire, il che ha rallentato il suo avanzamento. Questa indecisione ha portato la folla ad affidarsi all’abitudine piuttosto che alla strategia. La loro memoria li ha riportati verso il Campidoglio e la polizia, contro il loro interesse.
Dopo quasi due ore senza vedere un solo poliziotto, la folla ha ricominciato a incontrare le unità motociclistiche agli incroci. Invece di farsi strada tra questi reparti come aveva fatto inizialmente, cosa che avrebbe potuto fare facilmente anche in questo caso, la folla ha permesso alla polizia di determinare il proprio percorso. Questo è andato avanti per almeno venti minuti. È stato un errore fatale: la gente ha permesso alla polizia di condurla in un’imboscata. Avrebbero potuto disperdersi e allontanarsi senza essere arrestati, ma invece sono caduti direttamente in una trappola.
Dopo aver marciato lungo la 6th Street, la folla ha proseguito verso ovest oltre il Congresso, la strada che porta al Campidoglio. Dopo pochi isolati, una fila di poliziotti statali in motocicletta ha affrontato la marcia, bloccandole la strada. Ancora una volta indecisa, la folla ha cominciato a dividersi in diversi gruppi – uno verso nord, uno verso sud – prima di ricompattarsi in un unico gruppo diretto a sud. Avevano appena percorso metà dell’isolato quando dal bivio davanti a loro sono sbucati due furgoni bianchi senza contrassegni da cui sono scese squadre di poliziotti antisommossa dell’APD armati di pistole con proiettili di pepe. Consapevole del pericolo di essere accerchiata, la folla ha svoltato in un vicolo. Quelli che correvano davanti tornarono rapidamente indietro quando un furgone pieno di altri poliziotti antisommossa dell’APD bloccò l’incrocio. I poliziotti dell’APD scesero dai veicoli e inseguirono le persone lungo il vicolo, afferrandole a caso e, sparando palline al pepe, hanno gasato i manifestanti e alcuni dei loro stessi agenti. Questa manovra a tenaglia ha disperso gran parte della folla e ha portato a una manciata di arresti.
Poco dopo, una parte della folla si è riunita davanti alla torre del centro che ospita gli uffici di Indeed, la compagnia per la ricerca di impieghi. Lì, due carri armati LRAD (Low Range Acoustic Device ossia un’arma sonica non letale che emette un suono incredibilmente forte in grado di storide e/o di danneggiare l’apparato ac stico NdT) li hanno affrontati su una strada trafficata piena di auto. La folla ha preso di mira gli operatori di questi carri armati, lanciando loro dei proiettili, mentre alcuni dei camion che avevano seguito la protesta hanno impedito ai carri armati di avanzare ulteriormente. Questa combinazione di tattiche ha portato alla fine alla ritirata dei carri armati.
A questo punto, i partecipanti rimasti si sono dispersi e la serata è terminata.
Perché è passato così tanto tempo senza che la polizia intervenisse? Innanzitutto, il blocco ha davvero impedito loro di seguire la marcia. Si trattava di qualcosa che la polizia di Austin non aveva mai sperimentato prima su questa scala. In secondo luogo, non avevano abbastanza uomini per stare al passo con la protesta e circondarla, e la combattività della folla aumentava i costi che dovevano calcolare per qualsiasi intervento. Allo stesso tempo, mentre questa folla marciava, c’era ancora un gruppo che circondava e imbrattava l’edificio federale e poi si scontrava con la polizia, quindi le loro forze erano divise tra quell’intervento, la difesa del Campidoglio e il nostro inseguimento.
Come ha descritto un agente di polizia in risposta alla rivolta del 2020,
“Possiamo gestire una protesta di 10.000 persone, ma dieci proteste di 1.000 persone in tutta la città ci sommergeranno”.
Forse alla polizia è stato detto di non intervenire, o di non creare scontri nel quartiere attraversato dalla marcia, o di concentrarsi sul Campidoglio e sull’edificio federale, ma per ora non lo sappiamo. La marcia non ha subito scontri significativi fino al nostro ritorno al Campidoglio, dopodiché hanno cercato solo di stare al passo con una sola folla. A quel punto, quando la folla ha continuato a marciare, la polizia stava probabilmente sgomberando le strade e elaborando piani per disperdere la folla, il che ha portato all’imboscata finale.
Una folla crescente occupa la strada davanti all’edificio federale.
Concluderemo con alcune considerazioni sugli eventi della serata e su ciò che potrebbe accadere in seguito.
La lezione principale da trarre dalla serata è che questo momento è esplosivo. È bastata una minima preparazione fisica e un po’ di audacia per trasformare quella che sarebbe stata una manifestazione prevedibile e inoffensiva al Campidoglio nella più potente dimostrazione contro il regime razzista e autoritario che Austin abbia visto dal 2020. La folla era più equipaggiata dal punto di vista tattico del solito, con diverse persone che avevano portato guanti, occhiali protettivi, materiale artistico e respiratori, ma la cosa più importante è che in questo momento la gente sente l’urgenza.
Inoltre: per avere successo la pianificazione è fondamentale. I manifestanti dovrebbero presentarsi con una serie di potenziali obiettivi in mente, nell’eventualità che raggiungano facilmente il loro obiettivo iniziale; ma una volta che la marcia inizia a diventare ripetitiva, tornando indietro sullo stesso percorso con rendimenti decrescenti, potrebbe essere il momento di concludere. In questo caso, i partecipanti hanno stupito loro stessi superando la polizia e spalancando nuovi scenari. Tuttavia, dopo un po’, hanno perso la capacità di individuare nuovi obiettivi e di rimanere creativi, rimanendo invece intrappolati in un circolo vizioso intorno agli stessi pochi isolati del centro città. La folla avrebbe dovuto disperdersi prima o individuare un nuovo obiettivo al di fuori del percorso che aveva ripetutamente battuto. Una volta che la folla ha perso la capacità di individuare nuovi obiettivi, di muoversi in nuove direzioni o almeno di continuare a crescere, era solo questione di tempo prima che la polizia riuscisse a riorganizzarsi e a lanciare un’offensiva.
Allo stesso modo, così come è fondamentale resistere ai tentativi dei leader autoproclamati di dettare le azioni di una manifestazione, le persone dovrebbero resistere ai tentativi della polizia di determinare i loro movimenti, quando possibile. Quando la folla ha incontrato alcuni elicotteri o una singola auto della polizia sulla sua strada, alcune persone hanno gridato: “Ci stanno circondando!” e hanno fatto marcia indietro invece di caricare. Questo ha effettivamente permesso alla polizia di radunare la folla in modo tale da circondarla. È importante prestare attenzione ai tentativi di circondare la folla, ma spesso il modo migliore per evitarlo è passare attraverso i cordoni della polizia dove sono meno numerosi, prima che vengano rinforzati.
Infine, è utile avere dei rinforzi materiali pronti per essere consegnati ben dopo l’inizio della marcia.
Gli agenti della polizia di Stato lanciano gas lacrimogeni nel tentativo di disperdere la protesta, mentre alcuni nella folla li rilanciano al mittente.
Mentre l’ondata di resistenza iniziata a Minneapolis e diffusasi a Los Angeles si è trasformata in una rivolta nazionale, possiamo aspettarci altre manifestazioni infuocate. Ora sappiamo che le persone parteciperanno a manifestazioni di massa combattive qui, se invitate a farlo. In vista del prossima occasione, ci sono alcune cose che i gruppi potrebbero fare ora per prepararsi:
- Trovate un momento per riposarvi, guarire, ritrovare l’equilibrio, condividere del cibo e riflettere sulle proprie esperienze, in modo da essere pronti ad agire con tutte le risorse a vostra disposizione quando sarà il momento.
- Identificate i potenziali obiettivi e il tipo di azioni che potreste intraprendere. Questi potrebbero essere edifici specifici, istituzioni, quartieri, distretti commerciali. Create volantini da distribuire e sensibilizzate l’opinione pubblica su questi obiettivi.
- Decidete come gruppo quali tipi di interventi potreste fare per aiutare a modificare le dinamiche a favore della folla. Potreste proporre con decisione un nuovo obiettivo e indirizzare la folla verso di esso? Avete un progetto di mutuo soccorso che potrebbe distribuire maschere antigas, occhiali protettivi, ombrelli e altri strumenti per aiutare le persone a continuare a lottare? Potreste coordinare le comunicazioni e le attività di sensibilizzazione per attirare più persone nelle strade e rafforzare le manifestazioni? Potete mobilitare azioni simultanee in più luoghi, specialmente in luoghi in cui non è mai successo nulla prima? Potete creare nuovi spazi per rafforzare e sostenere chi è in prima linea? Potete aiutare a sostenere la manifestazione con cibo, assistenza medica, acqua, trasporti e altre necessità materiali?
La finestra di opportunità ora è spalancata e le possibilità sono infinite. Siamo tutti sulla stessa barca e possiamo trasformare queste possibilità in realtà prima che le forze interessate a mantenere lo status quo, con polizia, confini e sfruttamento, possano bloccare tutto.
Graffiti sull’edificio federale.
I liberali che temevano che Donald Trump stesse provocando intenzionalmente disordini negli “stati blu” per screditare i politici democratici dovranno inventarsi una nuova narrativa, dato che i disordini si stanno diffondendo anche negli stati governati dai repubblicani.













Scrivi un commento