Pubblichiamo, sempre in preparazione del seminario del 7 e 8 novembre organizzato da Effimera, il Manifesto di COG U, un sindacato autorganizzato costituito da poco a Milano e Città Metropolitana e un osservatorio già attivo. “Documentiamo cosa succede al lavoro cognitivo e alle infrastrutture che lo reggono — data center, energia, contratti — e mettiamo in comune quello che troviamo”. Per chi volesse approfondire si trovano molte informazioni sul sito cognitariatzone.org. Inoltre, COG U organizza momenti di divulgazione dal vivo: “Incontri e laboratori di informatica umanistica: si parte dalle parole, si arriva al codice e all’hardware. Non serve saper programmare, serve voler capire come è fatta la roba che usiamo”.
In questo Manifesto, COG U rivendica la costruzione di un’organizzazione sindacale “che sia all’altezza dei tempi e della radicalità della sfida che ci attende e che sappia utilizzare le tecnologie a disposizione e i linguaggi della cultura online per negoziare riduzione degli orari (smartworking, settimana 4 giorni) e aumento dei salari (minimo €20/h), sconfiggere precarietà e disoccupazione con il conflitto sociale e un nuovo welfare universalista (UBI, UBC, demogrants ecc.)”.
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Siamo Cognitari.e: lavoriamo nella comunicazione, nella scuola, negli uffici, nelle biblioteche, nella università, nella logistica, nel sociale. Siamo precari.e di ogni genere ed etnia e la nostra sopravvivenza è messa a repentaglio dalle macchine linguistiche in cui investono banche e aziende per sostituirci dopo che ci hanno usato per addestrarle.
Abbiamo deciso di costituirci in sindacato per difenderci dalle pretese predatorie della cabala oligopolista dell’AI —Meta, Anthropic, Nvidia, Google, OpenAI, SpaceX— e dalle dinamiche di asservimento di persone e territori alla logica algoritmica e al sovrainvestimento in data center.
La progressione dei Large Language Models ha in quattro anni rivoluzionato l’economia e distrutto le prospettive di assunzione e carriera della Generazione Z, in particolare dopo l’introduzione di Claude Code e dell’agentic AI, che ha accelerato l’introduzione dell’intelligenza artificiale in aziende grandi e piccole, in America, Europa, Cina con l’intento di licenziare assistenti, contabili, consulenti, copywriter, programmatori e programmatrici, ricercatori e ricercatrici.
Le mire di oligopoli e grandi famiglie sono chiare: fare sempre più a meno del lavoro cognitivo e accelerare e aumentare il carico di lavoro per le sopravvissute e i sopravvissuti ai tagli occupazionali. Sam Altman e Claudio Amodei lo dichiarano apertamente che l’obiettivo della rivoluzione AI è ridurre a zero il costo del lavoro verso una società dove il dominio del capitale tecnologico è completo.
E’ venuta l’ora di ribellarsi a questo stato di cose intollerabile per difendere il lavoro umano e sottoporre l’AI a governance democratica e contrattazione sindacale sulla base di mobilitazioni decise e determinate nei luoghi di lavoro e nelle piazze, nelle università e negli spazi sociali, che alterino risolutamente i rapporti di forza nel mercato del lavoro oggi esistenti a Milano e nelle metropoli dell’economia globale.
COG U – the cognitariat union, il sindacato del cognitariato – è la nostra risposta organizzativa e conflittuale all’arroganza di oligarchie e autocrazie. Costituito legalmente, è il sindacato online cui tutte le precarie e i precari, gli studenti e le studentesse, le lavoratrici e i lavoratori dell’immateriale possono rivolgersi per difendersi dai licenziamenti AI e contrattaccare contro il fronte oligarchico che racconta una falsa narrazione di ineluttabilità tecnologica, imponendo uno sviluppo dell’intelligenza e della conoscenza che punti sulla complementarietà fra person3 e macchine linguistiche in vista dell’arricchimento e dello sviluppo delle potenzialità umane di espressione culturale e ricerca scientifica.
Ci ricolleghiamo alla nobile tradizione del sindacalismo rivoluzionario (CGT, IWW, CNT), che nella Seconda rivoluzione industriale di inizio ‘900 seppe organizzare la classe lavoratrice nelle nuove industrie taylorizzate ed elettrificate della produzione di massa in Europa e in America.
L’intelligenza artificiale è una rivoluzione socioeconomica della stessa portata che attacca direttamente l’intera società, dall’ufficio alla fabbrica, dal lavoro all’apprendimento, dalla ricerca alla cognizione stessa e al significato più profondo dell’essere uman3 in una Terra surriscaldata e in guerra permanente, dove l’alleanza fra grandi imprese tecnologiche e regimi autoritari sta facendo recedere diritti e democrazia nel mondo a vantaggio delle autocrazie americana, russa, cinese.
Abbiamo pochi anni per difendere il nostro futuro prima che lo sviluppo dell’AI del Capitale travolga ogni possibilità di autodifesa del Lavoro rendendo disoccupata l’intera classe cognitiva dalla Generazione X alla Generazione Z, e svuotando la classe media istruita della propria capacità di resistenza civile e democratica.
La disuguaglianza ereditata dal neoliberismo si è aggravata con l’AI giungendo a livelli tanto drammatici quanto grotteschi, con pochi strabiliardari che sovrintendono alla precarietà della grande maggioranza, mentre le guerre divampano fra potenze grandi e piccole rilanciando l’inflazione e taglieggiando i salari, e la crisi climatica si intensifica soffocando le città e bruciando boschi e foreste, perché gli interessi del capitalismo fossile e del Big Tech prevalgono sui bisogni di sopravvivenza della specie umana e minano le reti di solidarietà sociale e attivazione politica che sono l’unica forma di vera opposizione contro i Bezos e i Musk del mondo.
La costruzione di data center per trilioni di dollari accelera la distruzione climatica, col rilancio delle centrali a gas e un enorme domanda idrica e di consumo del suolo che sta mobilitando intere comunità in movimenti di protesta contro l’AI onnivora e insostenibile dalla Virginia alla Lombardia.
Noi pensiamo che la risposta della società all’AI, con le contestazioni di studenti e studentesse nei campus universitari e la mobilitazione di intere comunità negli Stati Uniti e altrove, sia strategicamente incompleta senza la costruzione di un’organizzazione sindacale che sia all’altezza dei tempi e della radicalità della sfida che ci attende e che sappia utilizzare le tecnologie a disposizione e i linguaggi della cultura online per negoziare riduzione degli orari (smartworking, settimana 4 giorni) e aumento dei salari (minimo €20/h), sconfiggere precarietà e disoccupazione con il conflitto sociale e un nuovo welfare universalista (UBI, UBC, demogrants ecc.) e arrivare a sabotare il potere del tecnocapitale e dei governi reazionari che lo sostengono.
Iscriviamoci tutt* a COG U – the cognitive syndicalist union: partiamo da Milano e hinterland per costruire questa organizzazione rivoluzionaria ma guardiamo al mondo come orizzionte, da Berlino a Shanghai, da New York e Copenhagen: sole e soli siamo nessuno; insieme saremo tutto.
STOP AI: difendi il tuo futuro col sindacato del cognitariato!
COG U – cognitive syndicalist union in Milano
cognitariatzone.org
cognitariatz@proton.me
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