Paolo Punx ricostruisce (allegando filmati di Local Team) ciò che è successo a Roma alla fine della grande manifestazione a favore del popolo palestinese e contro la complicità del governo Meloni con Israele.
Le grandi manifestazioni sono spesso caratterizzate da riot con la polizia, soprattutto quando le stesse forze dell’ordine si fanno promotrici di provocazioni se qualche gruppo di manifestanti fuoriesce dal perimetro assegnato.
I media mainstream di destra come di sinistra (con scarse eccezioni, come il Manifesto), non aspettando altro, si gettano a capofitto per denigrare le forme di resistenza, conflitto e critica e ricondurre ogni azioni politica alla logica dei buoni e dei cattivi. Purtroppo molti cadono in questo trabocchetto comunicativo.

I dispositivi repressivi di questo governo “law & order” a cui si ricorre con una certa frequenza non promettono nulla di buono. Ma si sono trovati in difficoltà di fronte alla marea umana che, in questi giorni, ha attraversato l’Italia intera più volte. Il decreto Sicurezza rimane sulla carta e non può essere applicato di fronte a decine di migliaia di individui che lo ridicolizzano. La crescente frustrazione del potere può generare comportamenti ottusi nella gestione della piazza, come viene raccontato in questo articolo di contro-informazione.

Nel testo sono segnalati i minuti nei quali accadono gli episodi salienti ma chi vuole può vedere tutto il filmato che dura 11 ore.

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In queste giornate ha fatto la sua comparsa un movimento moltitudinario, capace di bloccare porti, strade, stazioni e di invadere le piazze con una immensa quantità di persone, di cui molti giovanissimi.

Un movimento moltitudinario non può che essere costituito da sensibilità e pratiche molteplici e non è riducibile all’unico, come piacerebbe a chi pensa di potervi infilare stretti cappelli politici.

Un movimento che necessita non di una linea, ma di elementi comuni capaci di coniugare le diverse anime che lo attraversano.

Sinteticamente si potrebbe dire che tre sono le parole d’ordine che hanno attraversato le piazze in questi giorni: blocchiamo tutto; siamo l’equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla; siamo tutti palestinesi.

Sabato 4 ottobre a Roma, dopo gli scioperi, i cortei spontanei, i blocchi, la manifestazione giocava la sua forza soprattutto sui numeri ed oltre un milione di manifestanti è sicuramente una grande rappresentazione per un movimento appena nato.

Nonostante ciò i mass-media e non solo loro hanno puntato l’attenzione soprattutto sugli scontri serali nella zona dell’Esquilino.

I soliti violenti, provocatori, infiltrati, facinorosi, si sono staccati dal corteo ufficiale ed a hanno attaccato la polizia, tuonano Tv, giornali ed esponenti politici di destra e di sinistra.

Ma davvero è andata così?

Per provare a fornire ad una risposta a questa domanda vale la pena di utilizzare le immagini girate durante la diretta da Local Team.

Verso le 18:30/19:00 un gruppo di alcune centinaia di manifestanti, dietro ad uno striscione con la scritta “blocchiamo tutto”, esce dal percorso del corteo con l’intenzione di dirigersi verso la stazione termini, o perlomeno questo è quanto riporta il manifesto.

Nel video di Local Team si può vedere questo spezzone di corteo che si muove velocemente nelle strade di Roma (tempo nel video: 5h 18 minuti) e che dietro lo striscione i manifestanti sono a volto scoperto.

In prossimità di Piazza Santa Maria Maggiore, verso le 19:00, il corteo viene attaccato dalla polizia con idrante, lacrimogeni e manganelli (tempo nel video: 5h 25 minuti).

Non vi è alcun fronteggiamento o alcun blocco di polizia forzato, ma è la questura che attacca il corteo che si disperde velocemente stretto in una morsa a tenaglia dalle cariche della polizia.

Una cinquantina di giovanissime compagne e compagni rimangono intrappolati sulla scalinata della basilica, circondati dalla polizia e duramente manganellati.

Quindi non solo la questura ha deciso di evitare qualunque mediazione attaccando direttamente il corteo, ma nonostante questo fosse stato disperso ha deciso di bloccare, manganellare e fermare chi si era ritirato sulle scale della basilica.

Manganellate che hanno rotto teste, tanto che una compagna di soli 17 anni è stata portata via in ambulanza.

Guardando il video salta subito all’occhio che il gruppo fermato sulla scalinata è composto da giovanissimi manifestanti.

Nel frattempo, mentre le cosiddette forze dell’ordine cingono l’intera piazza, alcuni manifestanti a volto scoperto si avvicinano e chiedono il rilascio dei fermati, gridando libere tutte, liberi tutti!

La questura, però, decide di non ascoltare nessuna istanza e respinge qualunque trattativa.

Nel frattempo la notizia arriva anche a Piazza San Giovanni (luogo di conclusione del corteo ufficiale) e dai microfoni di Radio Onda Rossa giunge la notizia che un parte del corteo ufficiale, che aveva deciso di tornare indietro per chiedere la liberazione dei fermati, viene bloccato dalla polizia con sfoggio di uomini, mezzi e idranti.

Alcuni manifestanti riescono comunque ad arrivare alla spicciolata nei pressi di Piazza Santa Maria Maggiore.

La Questura, tuttavia, invece di stemperare la tensione, rifiuta di far passare medici e sanitari per prestare le prime cure ai fermati a cui avevano rotto la testa (tempo nel video: 6h 18 minuti).

A quel punto, visto l’atteggiamento di totale chiusura della Questura, che avendo abbondantemente identificato i fermati poteva tranquillamente rilasciarli, prevale la rabbia a cui segue un lungo fronteggiamento a distanza e poi le prime barricate (tempo nel video: 6h 45 minuti) e gli scontri che dureranno fino a circa le 22:00.

Giusto per chiudere la giornata, a fine serata un gruppo di neofascisti (probabilmente provenienti dalla vicina Casa Pound) con tanto di caschi e bastoni ha potuto girare indisturbato per il quartiere Esquilino (ignorati dalle cosiddette forze dell’ordine) con canti e slogan inneggianti il fascismo, finendo poi per attaccare il bar Statuto e picchiare chiunque avesse l’aspetto di un manifestante.

Di questo ovviamente le TV non ne hanno parlato, ma d’altronde accanto a chi fa il lavoro “pulito” per il Governo che ci ritroviamo c’è sempre chi fa il lavoro sporco, proprio come accadeva nel ventennio!