Pochi giorni sono trascorsi dall’accordo (votato all’unanimità) tra Europa e Turchia nel quale la Turchia ha accettato di “accogliere” tutti i migranti bloccati in Grecia e in viaggio sulla rotta Balcanica. In cambio, il premier turco Ahmet Davutoğlu otterrà un primo finanziamento di tre miliardi di euro dalla Ue e vedrà accelerate le procedure per l’adesione all’Unione europea.  “Le garanzie sul rispetto del diritto internazionale sono incompatibili con il ritorno in Turchia di tutti i migranti arrivati sulle isole greche. La Turchia non è un paese sicuro per i migranti e i rifugiati e ogni procedura di ritorno sarà arbitraria, illegale e immorale a prescindere da qualsiasi fantomatica garanzia possa precedere questo finale già stabilito”, ha commentato John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty International.

Con l’occasione, che ci consente di ribadire una volta di più, con tutta la forza e l’umanità di cui disponiamo, la nostra distanza da questa Europa, Effimera pubblica un breve documentario di No-Made TV24, girato la scorsa estate, sul lavoro dei migranti nelle piantagioni di frutta nel Sud Italia, alle prese con caporali, paghe da fame, sfuttamento feroce. Questa è la sorte che riserviamo a uomini e donne senza diritti, invisibili, non “cittadini”, forza lavoro da spremere che spesso non ha la possibilità di opporsi alle condizioni che vengono imposte. E da domani, di fronte alle porte chiuse dei civili paesi europei, si aprono i “campi profughi” turchi…

 

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