Depressione è una parola grossa, in tutti i sensi: abusata ma anche difficile da pronunciare, e faticosa da tenere in bocca. Diciamo che ero un po’ triste, scoraggiato.
Viviamo, da parecchi anni, in un posto che non ci piace, dove fatichiamo a creare legami. Io non stavo bene ma neanche male, però non mi piacevo. Non riuscivo più a riconoscermi in quella che era la mia vita concreta, il mio fare quotidiano. E così anche le cose che avrebbero potuto darmi gioia mi risultavano faticose. Alcuni anni fa siamo diventati genitori e nel cambio di vita che questo ha portato questa sensazione è diventata più forte e dolorosa. Il mio primo istinto a quel punto è stato quello di rifugiarmi nella mia identità passata, che ormai coincideva con la mia identità sociale. E allora: militante italiano, gli piace mangiare e bere, parla tanto, a volte sproloquia, sicuramente cisgender, forse anche un po’ machetto; mi vedevano così, qui in Germania, e io mi adattavo, come potevo. Ma mi andava stretta quella identità, non ero contento. Lottavo per ritagliarmi spazi dove trovare gratificazione da ciò che un tempo me ne dava, e la vita quotidiana mi diventava sempre più aliena e priva di stimoli.
E così dall’inseguirla, la mia identità, dopo un po’ mi ero ritrovato a fuggirla. Se prima ero insoddisfatto, ora mi scoprivo nauseato.
Poi un giorno, una settimana, sono libera da impegni e famiglia. Forse per noia, o per disperazione, reagisco. Mi guardo indietro, mi guardo dentro. Sono così orribile? Forse no, forse non solo. Posso essere anche bella, dentro e fuori, nonostante tutto. Inizio dalle radici: gambe, piedi, mani, unghie. Taglio, plasmo, decoro. Inguine, seno, strizzo, comprimo, imbottisco. Salgo verso la testa, mi guardo, mi vergogno. Però mi piaccio finalmente e questa sensazione è più forte, prevale; le unghie iniziano a far presa, i tacchi affondano nel terreno, la schiena dritta, strizzata nel busto. La faccia è sempre quella, all’inizio mi copro, poi prendo coraggio. Questa nuova identità, tutta mia, spicca il volo; ritrovo la voglia di fare, di lottare.
I primi mesi sono quasi trascinata da questa ebrezza, una nuova vita. Poi pian piano la realtà riprende il suo posto; costi, burocrazia, viaggi interminabili (l’unico endocrinologo che accetta di seguire un percorso come il mio é a 100 km), i primi brutti incontri, in divisa, come prima. Come prima la mia vita diventa pian piano faticosa. Eppure qualcosa è cambiato, perché per fortuna ad affrontare tutto questo non sono sola; la mia compagna, le mie figli, mi si stringono attorno. Trovo nuove persone, vecchie e nuove complici, con cui costruire un’identità che non è più solo mia.
Oggi è passato un anno e mezzo da quel giorno. Le difficoltà sono ancora tante, cose un tempo normali mi sono diventate difficili, il mondo attorno e’ diventato piu’ ostile. Però quella sensazione di nausea e insoddisfazione, quella non c’è più.
Breve elenco di alcune fatiche di una persona trans/non binaria:
Mi serve la ricetta. 100 km.
Come vado a prendere le figli a scuola? uomo o donna?
E al lavoro? Tutti Carini! Però in sala non ci vai più, che è meglio.
Vacanze in Italia! Vacanze in Italia?
Paga l’assicurazione sanitaria! No, non paga. Si paga! “Solo i baffi, per la barba paga Lei o aspetta l’anno prossimo”.
Ma sei sicuro? No, sono sicura.
Prendo l’autobus? Non sono sicura.
Dori
INCHIESTA
Le condizioni del vivere
Abbecedario (approssimativo) per un’inchiesta qualitativa online.
Stiamo tentando un esperimento che si è concretizzato in un I° incontro in Cox18 a Milano agli inizi di ottobre, dopo un primo lancio. L’idea è quella di coinvolgere tutt* coloro che ci leggono e/o sono collegati a Effimera.org attraverso la stesura di testimonianze relative ai vari ambiti critici che coinvolgono la nostra esistenza. Non siamo un centro di ricerca né un istituto demoscopico (né vogliamo esserlo) ma abbiamo un mezzo di comunicazione (Effimera.org) che si è affermato negli ultimi anni all’interno del pensiero critico e sovversivo. Abbiamo intelligenze, saperi, esperienze, desideri. We got live. Perciò vi proponiamo di partecipare a questa nuova sezione di inchiesta online leggendo le istruzioni qui sotto.